Di simboli.

La notizia della pausa, chiamiamola così, di Patrizio Zurru dall’essere libraio sul campo mi ha809447194-regione-werdenfelser-land-campana-oggetto-pecora-allevamento-di-bestiame dato l’occasione di riflettere sui simboli, sulle presenze che diamo per assodate, così assodate che in un baleno divengono scontate, finchè d’un tratto son scordate per essere poco dopo definitivamente inumate. Questa capacità di essere aggregante e sintetizzante di un simbolo non dovremmo darla per scontata, ma lo facciamo, proprio in vece del suo essere sintetizzante, racchiudendo molti di noi, si pensa, come può non sopravvivere? ed invece, molto spesso, è proprio questa sua condivisione a spegnerlo, l’esempio più facile è quello del’aria, ci è vitale ma non la percepiamo se non nell’esatto momento in cui viene a mancare. Pochi giorni fa un servizio alla tv ha trattato di uno degli ultimi artigiani sardi a costruire campanelle per le pecore, cosa resterà di quel simbolo quando l’artigiano che lo forgia sarà l’ultimo, eppoi sarà stato e basta? Certo non scompariranno le pecore, non i pecoroni e certo non le pecorelle, nemmeno quelle dei sogni, ma quanto più poveri saranno i sogni con una colonna sonora in meno? e così la pausa, più o meno lunga, di un figura-simbolo per molti di noi “giovani” librai  renderà l’orizzonte coccolato da una colonna sonora più flebile, così pure quella di molti lettori, ma dobbiamo pensare a tutti quei simboli che ci lasciamo sfuggire di mano perchè non li badiamo più, cerchiamo di aiutarli, se li riconosciamo, a conservare un senso e una vitalità, per noi e per quelli dopo di noi.

(p.s. Patrizio però promette ancora grandi libri quindi, cari lettori, preparate i tappi per le orecchie perchè sapete che vi scasserò l’anima!)

Quando scompare un simbolo. Parole d’istinto.

Se dovessero spegnersi i simboli probabilmente saremmo incapaci di leggere molta della realtà, dove dirigersi, chi pregare, che lingua usare, cosa mangiare, sono cosi disciolti nella nostra soluzione umana che quasi non li notiamo più , eppure li sappiamo leggere, eppure li leggiamo sempre senza accorgercene, cambiano nel tempi, sj modificano, evolvono, per mano nostra, o da soli e cambiano noi. C’è però un caso che non contempliamo, che scompaiano, eppure, a volte, accade. Accade in rumore quando dei abbattono dei budda millenari, accade se rubano la Gioconda, accade quando una libreria chiude. Forse questo simbolo é meno condiviso, meno visibile, ma non di minor peso. Cosi quando chiuderà la libreria guidata da Patrizio Zurru accadrà. Una notizia che leggi su fb, nessuno commento, é uno scherzo, no é solo on line da troppo poco, poi condivisa una due dieci volte, no, non é uno scherzo, se non uno brutto del destino. Quando 8 anni e mezzo fa abbiamo aperto la nostra di libreria abbiamo iniziato a crescere un po’, poi, un po’ dopo, ho sentito il nome di Patrizio Zurru, nome simpatico, facile da ricordare, poi di questa persona senti parlar molto, e bene, uno che ne sa, poi ne senti parlare di più, evviva! uno che ne sa un sacco da cui imparare! i libri, il rispettarli, il rispettare il lettore, il coltivane di lettori. Ecco un simbolo é nato. Un simbolo bello, che finisce con la u, facile da riconoscere, che insegna con piccoli gesti forse quasi incosciente di farlo. Poi quel simbolo se ne va, ti chiedi se potrai crescere ancora, perché si é offuscata un vetta che pensavi di raggiungere e lo sherpa stesso ha deposto lo zaino coi viveri. Quel simbolo si sta spegnendo. Capita. “Quel simbolo va protetto! Vergogna! Una perdita per tutti!” si dirá. Fosse stato cosi importante non sarebbe successo. Fosse una perdita importante da non avere forse ci si sarebbe mossi prima, per evitarla. Questo bizzarro stivale che leva scudi per proteggere quando il povero oplita é già colpito da una lancia, una freccia e una mazza ferrata. Grazie Patrizio, dei tanti regali, delle battute, dei libri che ci hai fatto conoscere, prima di tutto da lettori. Un simbolo si offusca ma l’oro resta anche mal lucidato, un simbolo scompare ma non chi quel simbolo l’ ha creato, e cosi Patrizio ancora grazie

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