La lampada e il comodino magico.

12045218_10207875980206308_4772138439527988814_oNon ci pensi mai, eppure, eppure basta stendersi a letto e clik, accendere la lampada, quanto é il mondo che ti si spalanca accanto! Incredibile, proprio ieri sera, proprio lí, nello stesso posto, eri convinta non ci fosse, pensavi fosse chissà dove, nascosto bel bello in un altro luogo, e invece questa sera é apparso facendo finta di niente! Gatto! Dalla enchatclopedie, sotto quale piumone ti eri infilato a far le fusa a chissà chi! E tu Gerry, col tuo carico di lemuri, gazzelle e ottentotti, son certa non ci fossi ad occhieggiarmi mentre mi dedicavo a quel matto pittore che sfrecciava con la sua motoretta un po’ qua e un po’ la…forse eri fuggito dal signore delle lettere piombate? Mah, ero sicura d’averti messo accanto a tuo fratello solo qualche giorno fa. Si, si, non t’allarmare, t’ho visto, t’ho visto, non sei ancora tutto orecchie, indi caro tornerò da te, vene aperte o meno, carissimo , ho ancora alcuni giorni da trascorrere in tua compagnia! Eppure, eppure, eppure ero convinta ieri sera non ci foste, proprio lì, accanto a me, ma avete ragione cari, spostatevi durante la notte, tornate in Africa, nella vostra stamperia, andate anche a trovare Marie in uno dei suoi ristoranti, andatevene a zonzo che questa si é la magia di voi libri. Grazie amici, a domani e buona notte.

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SE LA VITE A E’ UN TEATRI FUR LAS MATITES!SE LA VITA E’ UN PALCOSCENICO FUORI LE PENNE!

La siore Piore, siore di stories e di peraules!

Cari amici, anche questo autunno riprendono le attività presso la nostra libreria. Saranno varie, e se vorrete eventuali, e cercheranno di incontrare i gusti di un bel po’ di voi/noi!

Apriamo con muchissimo gusto il menù con un corso che sottolinea ancora la nostra collaborazione con gli amici/colleghi di Matearium e la loro super scuola di drammaturgia! Nooo, non temete, nessun dramma, niente latte versato, nessuna lacrima di coccodrillo, sul piatto ci saranno anche un sacco di risate, di righe tirate su battute da migliorare, di caccoline di gomma da cancellare (se qualcuno di voi ne conosce il nome ci scriva, grazie!) , e un sacco di riflessioni sul come dire al meglio ciò che il nostro drammaturgo interiore vorrebbe farci dire a gran voce ma balbetta!

Si parte LUNEDI’ 5 OTTOBRE con la presentazione del corso l’ABC I della scrittura teatrale: una lezione introduttiva gratuita dedicata alla scrittura teatrale che poi, per chi si iscriverà, si concretizzerà nella frequenza, dal 12 ottobre al 14 dicembre, 2015  nel 1º modulo dell’ABC della scrittura teatrale: una serie di 8 appuntamenti (ogni lunedì dalle 20.30 alle 22.30) per giocare con la scrittura ed entrare nei segreti della drammaturgia; ogni lezione prevede l’analisi di un classico del teatro, una parte teorica dedicata alla drammaturgia ed esercizi pratici per giocare con gli elementi del testo teatrale. Sarete in buona compagnai, tra gli altri mi hanno spifferato ci saranno il bizzarro Pinter, Wilder, l’ombroso Miller, il gaudente Shakespeare, l’iracondo Sofocle, il mattacchione Aristofane, …

Il primo incontro, 5 ottobre, vi darà modo di capire meglio di che si tratta, è un corso non solo per specialisti o per chi vuole scrivere teatro ma, ve l’assicuriamo, anche per chi vuole assistere ad uno spettacolo in maniera più attiva o semplicemente diventare un lettore più attento e cosciente, cosa c’è infatti dietro alle parole che qualcuno ha composto per noi?

Se volete partecipare vi aspettiamo martedì 5 ottobre, se vorrete comunicarci la vostra presenza in anticipo sarà splendido per permettere a Matearium di organizzare al meglio la serata! Potete scrivere a noi w.meister@libero.it o a Matearium in persona info@matearium.it.

A presto! con tante storie!

p.s. perchè Siore Piore? beh, venite e lo scoprirete!  Mandi&ciao!

Dai tre ai 18:sempre la prima volta. buona scuola!

Che invidia! Ogni anno, il primo giorno di scuola, che invidia! Non mi tocca più questo rituale, tocca il cuore e i ricordi ma non spetta anagraficamente, così per chiarire. Dilva ed Emanuela, ah l’ asilo, e Viviana, col suo sorriso. Maestro Mauro, ah le elementari, e Annalisa e le ore spese a giocare. Le medie, e tutti gli amici e i prof, e le risate nei laboratori di teatro e giornalino. Le superiori, i super prof giovani, e tutti gli amici, la maledetta (come sempre) matematica, ma ancora le risate e il rientro col panino sfigato. Ecco cosa ricordo, le risate, ricordo anche i 4, lacrime, le prese in giro, ma su tutto le risate, che con quelle vai dappertutto e tornano sempre utili, altro che pezzo di carta. A chi non ha riso, non sa cosa si é perso, a chi porta i bimbi o i ragazzi a scuola ora, ridete e fate ridere! Portate con un sorriso la bellezza di sapere cose nuove, a che cazzo serve Petrarca? Serve serve, anche se non si riesce a dare un nome a questa utilità. E approfittare per far scrivere sul diario che poi ci si porta sempre dietro (non so chiamatelo cuore, anima, ricordi, come volete)  che non sempre va come si vorrebbe, che a volte studi con un matto, ma prendi 4, che lavori come un asino ma la promozione non arriva; che puoi avere tutti 10 ma che se non hai capito nulla nel profondo é uno zero vero,  che sei il più bravo in ufficio ma il capo sa che é il tuo vicino di scrivania a motivare il gruppo; e sorvolate se l’insegnante é idiota (in ogni categoria umana e lavorativa ci sono, it’s life), se lo sarà il capo ufficio cosa gli si dirà? Su tutto ci sono le risate, le amicizie, quelli che ci staranno accanto tanti anni ma nn capiranno e non sapranno nulla di noi, e noi di loro, e soprattutto la bellezza di sapere, sapere, e voler sapere di più, che non basterà Wikipedia, che per uno sfigato penserai a Leopardi, che in una caverna penserà a delle ombre, che i radicali forse non li hai capiti ma ci hai provato,  che si dorme mentre la maestra legge si grandi e che l’ anno prossimo ci sarai anche tu ad ascoltare…insomma, che bella la scuola, anche lei coi suoi giorni di merda, ma chi non ne ha? Insomma che bella la scuola e insegnamolo per bene, perché volere un lavoro, capire il mondo, accettare il vicino di casa viene prima, da prima che ci sia una vera coscienza, viene da lì, da un qualche banco scarabocchiato, dalla casetta in legno sgarruppata, dalle liti di nascosto in bagno, la scuola insomma.

CAMILLERI E LA VITA, MES AMOURS

Andrea Camilleri è da un paio di giorni un incredibile novantenne. 90 anni!

l'Andrea nazionale!

l’Andrea nazionale!

In questi giorni indi celebrazioni, foto, interviste, libri, insomma, i numeri tondi a noi italiani evidentemente piacciono un sacco, e dato che tra il 90 e il tondo subito a seguire la strada é lunga approfittiamone ora, pare di sentir dire! E vogliamo noi esser da meno? E certo che no! In realtà questo augurio é un augurio ispirato da altro, ma si vedrà, andiamo con ordine!
Buon compleanno caro Camilleri, grazie per aver inventato per noi Vigata, Salvo, Mimì, il birraio, una lingua divertente e ricca, le targhe bizzarre, e moltissimo altro. Buon compleanno caro Camilleri, grazie alla tua età hai visto inventare cose più o meno bizzarre ma che ci hai raccontato raccontandoci l’ Italia cambiare, il telefono, il fax, la tv, e moltissimo altro che chi ti legge sa e chi ti leggerà avrà il piacere di riportare alla mente.
Ecco, questo augurio a te caro scrittore si è legato alla foto di un bambino riverso su una spiaggia, foto che in questi giorni campeggiava ovunque, dalla stampa alla tv. Questi 90 anni messi davanti a questi pochissimi fanno pensare a quante cose il piccolo non potrà più inventare e non potrà più vedere inventate. Magari scopritore del primo vaccino definitivo contro l’aids. Forse inventore del guanti con forbici incorporate o del casco per trasformare i pensieri in film o probabile utilizzatore della prima sonda quotidiana terra-marte. Chissà. Tante cose che avrebbe potuto. Questo é in fondo, che ciascuno nasce dove nasce per un caso, non per merito o demerito, e si dovrebbe poter vivere e crescere senza essere quei avrebbero potuto ma non possono.

Caro Camilleri, lei che attraversò anche una guerra ed è ancora qui, brevemente le chiediamo ci racconti ancora quante più storie può, ci servono mattoncini per conoscere e iniziare a capire. Poi verrà il resto.  Ci rivediamo qui tra 10 anni, addrumate ‘sta sigaretta in pace, e auguri!