22 e 23 aprile una super2giorni di libri!

Venerdì 22 aprile alle ore 18.30 si apre una super due giorni di libri Meister amici!

La partenza è affidata alla coppia Flavio Santi e Angelo Floramo che dialogando davanti ad un aromatico calice di vino al Meister Café presenteranno il giallo  Mondadori La primavera tarda ad arrivare.

aaLA PRIMAVERA TARDA AD ARRIVARE di Flavio Santi
a dialogo con Angelo Floramo –(Mondadori)
venerdì 22 aprile ore 18.30 – Meister Café

Santi, già autore del gustoso manualetto di viaggio “Il tai e l’arte di girovagare in motocicletta” (Laterza) in cui univa le sue due passioni per raccontarci con occhio divertito e disincantato il nostro Friuli, ritorna “sul luogo del delitto” questa volta con un romanzo, in cui il delitto non manca affatto, per raccontarci attraverso la figura dell’ispettore Drago Furlan qualcosa in più di noi abitanti della zona collinare. Ad Angelo Floramo, lettore e amante del buon vivere, spetterà il piacevole compito di spingere l’autore a riappropriarsi della trama del romanzo per regalarcelo di persona.

Sabato 23 aprile poi un incontro per conoscere di persona due giovani autori, la loro grande passione divenuta professione ed il loro libro uscito fresco fresco
COME SCRIVERE UN TESTO TEATRALEbb
di Alessandro di Pauli e Anna Gubiani
a dialogo con Dario Paolo D’Antoni (W. Meister & co. editori)
sabato 23 aprile ore 18.30 – Biblioteca Guarneriana Antica
Il libro, piacevole guida per l’uso e la conoscenza degli strumenti costitutivi della scrittura drammaturgica, è al contempo pensato per tutti voi lettori che desiderate scoprire o approfondire i segreti dei meccanismi costitutivi della pagina scritta in generale! La presentazione sarà moderata dal drammaturgo Dario Paolo D’Antoni ed animata dalle letture degli attori Paola Aiello, Daniele Fior e Nicoletta Oscuro.

Il libro è il risultato dell’attività ricca sul territorio di MateâriuM, progetto dell’Associazione Culturale Servi di Scena di San Daniele, associazione che dal 1998 ho come obiettivo la diffusione della cultura teatrale sul territorio della collinare e che ha permesso e permette da sempre alla nostra libreria di avere amici e colleghi che condividono con noi le nostre idee!

Il manuale, distribuito dalla Meister & co. Editori, è stato prodotto con il contributo dell’ARLeF, della BCC del Friuli Centrale e con il patrocinio del Comune di San Daniele del Friuli.

Vi aspettiamo in tantiiiiissimi!

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La paura, il principio. Un cartello.

Ma davvero si crede che qualcuno abbia l’ardire anche solo di pensare che un12963711_10206192881356667_238816452584448100_n cartello affisso ad una porta possa sconfiggere la mafia? Ma davvero fate di considerare chi l’ha fatto tanto tordo? Buonismo? Spettacolo? Per qualcuno, forse, dire salire sul carro de vincitori e non sull’automobile evidentemente identifica un uso che viene da ben lontano. Ma ripeto, davvero si può pensare che qualcuno creda che un cartello sconfigga le mafie (ne parlo al plurale per identificare un gruppo di sistemi diversi nell’azione e nella genesi ma simili nella ricaduta sociale)? No che non le sconfigge! ma obiettare che un solo cartello non sia in grado di fare ciò mi pare sia come rifiutare di curare la depressione con pillole e gocce perché non si guarisce in un one shot one kill , richiedono tempo e non sono una cura immediata, beh possiamo sempre ritornare ai tentativi di curare il cancro di Pavel Rusanov in cui i malati morivano più per le cure che per la malattia bombardati da dosi massive, massivissime, al limite della violenza legittimata. Tutto e subito, meglio se in un’unica soluzione, ieri se possibile, grazie!

Se ci piace lavorare alla Tolkien l’ultima proposta è ok, se optiamo per l’ allaWP_20160408_003 (1) Sciascia le prime cure paiono più realistiche. Con questo modus operandi secondo cui non basta un cartello, allora certo non basta una presentazione, non basta una scuola che ci lavora su, non basterà (o e già cosi?) un’ammazzatina per fare notizia, non un paese sotto scacco, a quando allora si arriverà ad un esercito per sconfiggerne un altro? Ecco quel giorno la legittimazione credo sarà piena, se vesto i tuoi abiti mica possono essere poi così sporchi e ingiusti, no?

Appendere un cartello, io l’ho fatto perché sono indipendente? No se bastasse questo marchio per fare di me una corretta e giusta impianterei a mia volta un nuovo “cartello” votato a sconfiggere la presunta iniquità dei non indipendenti, no, non sono un martire votato alla morte, non sono un sacerdote del sapere, non sono una che ha lo scibile umano, in tasca o nella testa, non mi interessa averli. Cerco di pensare e operare scelte libere, basta. Scelta come quella di un conduttore televisivo che opta per intervistare, senza contraddittorio, una persona che ha già scontatao otto anni e più per associazione mafiosa. La sua colpa appunto non é essere figlio di Riina, ci mancherebbe, ma sminuirne l’operato illegale e legittimarne il modus pensandi, sarà stato anche un buon padre ma cosa diciamo ai figli a cui un padre è stato da lui portato via per sempre?

L’editore ha fatto la sua scelta editoriale, libera, come libero è il lettore, di leggere un libro al posto di un altro, la grafica di curarne la grafica o meno, la stamperia di stamparlo con i propri rulli o meno, il libraio di tenerlo tra i propri scaffali o meno, a ciascuna di queste scelte seguono oneri ed onori ma laddove operare una scelta si traduce in operare una censura forse i termini scelta e censura andrebbero studiati per capirli a fondo.

E quindi, perché si affigge un cartello? Per sostenere due amiche, due libraie, due persone che per me, libraia del profondo nord est (e con ciò non si pensi che io pensi che la mafia qui non esiste), hanno due attributi cubici, perché é facile accendere una candela nel pisciatoio d’Italia, molto meno in una polveriera. Un gesto semplice che è stato colto da alcni colleghi-amici con lo stesso spirito, il sostegno e la semplicità di dirsi contro un sistema. Un gesto semplice e senza grande peso cociente che ha poi preso, a posteriori, un significato maggiore? Eh allora? ai sospettosi del “c’è sempre qualcosa dietro” mi limito a dire che fra le altre cose la pencillina fu scoperta quasi per caso, stesso discorso per i raggi Rontgen, ma non per questo sono stati bollati come potenzialmente utili ma cestinati perchè la ricerca non era a ciò finalizzata.

La strada per l’inferno sarà pure lastricata di buone intenzioni ma meglio quelle che scegliere le cattive a priori.