Una traversata per coraggiosi

La traversata, Philippe Lancon, e/o


A volte capita, e non sai come spiegarlo. A chi fa il libraio dovrebbe capitare più spesso, ma no. A chi non fa il lettore dovrebbe capitare spesso per colpa di un libraio, ma anche no. Capita quando capita. Se capita è un flash, oppure qualcosa che si accende dopo un po’. Se capita dopo un po’ capita che fa più male. Ma un male buono, si. Capita di incontrare un libro, una storia, qualcuno in una storia, una storia in una storia, che dopo non si sarà più come prima. Questa volta non sarà piu come prima ma é stata anche una prima volta.
Per la prima volta ho incontrato un libro che funziona cosi, piu leggi e piu pensi di non avere letto, più guardi lo spessore delle pagine che hai letto, e più quello di quelle non lette sembra non calare mai, ma è una benedizione, ma lo saprai solo poi. Come se le pagine si riproducessero, lentamente, quando sei distratto dalla vita per essere entrato in un’altra  si moltiplicano piano, o le parole durano più a lungo, chissà. La Traversata, è un libro che si moltiplica, come un qualcosa che ti moltiplica, perche ogni pagina ti riporta da un’altra parte.  Un minima spesa massima resa, detto cosi, tranchant, compri un libro, ma ne compri un sacco, ecco si.
A volte capita che prendi un libro, e cosi prendi un titolo, questo si, poi capita che vedi il titolo originale, e manderesti il traduttore in Siberia, senza pietà, questo si. Ma in questo libro, questo no. Una parte, per il tutto. Si rinuncia a vivere quella storia dal particolare per vederla con un lungo piano sequenza, non una causa di un dolore, ma il dolore, intero, senza 3×2, senza offerte impareggiabili a 9,99, tutto com’è su uno scaffale qualunque dove il lettore si ritrova esposto all’acquirente più implacabile, dispotico, dispettoso, se stesso, ma vivo. Una copertina che ti accompagna, nel cuore cavo della storia, e nella storia ti fa spiare da un buco, è un tentativo di salvataggio, si, ma anche no.
Ed ecco spiare quel protagonista assolutamente casuale, che chissà se avrebbe preferito non entrare mai in scena, ma suo malgrado è il momento di quello strepito e poi niente più, il silenzio, un doppio che vede ma non sa chi sta sentendo, mentre chi legge vorrebbe forzare la porta di Burri, avvisarlo, ma non può, è troppo tardi. Ma quello è il foyer per i disattenti, poi arriva la vera esplosione, l’esperienza di una profondità di connessioni culturali che sono salvagente, sforacchiate ma importanti, scaccia solitudine o acchiappa silenzio, un po’ e un po’, sempre un si, ma anche no. Cosa guida la Traversata poco trionfale su un corpo male in arnese? Le riflessioni sull’accaduto, aiutate dalle connessioni, o le connessioni nascono dall’accaduto, solo chi strepita su quel palco lo sa, forse, o forse no. La solitudine del sopravvissuto, forse, ma come può essere sopravvissuto uno che forse li è nato di nuovo, che debba imparare a riconoscersi è uno dei segni della nuova venuta sulla scena, chi da molto vive si riconosce allo specchio. E cosa resta dell’amore? E della tenerezza dei corpi? Certo il desiderio, che quello discende dalle stelle, e quelle se ne stanno sempre a guardare, forse si sono distratte un attimo in questa storia, e la storia in quel momento è cambiata per Philippe. Intenso e intensivo, intenso per quello che dà, costantentente e prepotentemente al lettore, senza paura di incontrarsi sfigurato e sfinito davanti a se stesso, amante dell’ascolto nonostante tutto, disabile, e solo, intensivo per quello che prende potentemente e costanteme  dalle forze del lettore.
Solo una riga spalancata, quasi verso l’approdo, fa vacillare la coscienza che forse la traversata potrebbe non arrivare in un porto sicuro.
Anche un tappeto potrebbe dire molto, ma questa è un’altra storia. O anche no.

29 e 30 gennaio, boooomba!

Giovedì 30 gennaio alle 18.30 torna a trovarci, cari amici, lo scrittore Roberto Balsarin per presentarci il suo nuovo libro “Ignari di tutto” ancor edito da Arpeggiolibro, casa editrice di Lodi che regala voce cartacea a diversi autori della nostra regione.

Roberto, sarà accompagnato dalla sua collega scrittrice Anna Piazza, ed insieme ci faranno entrare in punta di piedi nei racconti che compongono la sua nuova opera. Sono racconti che fanno della cifra stilistica della semplicità il loro punto di forza permettendo loro di entrare nelle nostre vite che un po’ sono quelle che vengono narrate…

Mercoledì 29 alle 18.30, ospitati come sempre da Anna del Meister Caffè ci dedicheremo all’appuntamento mensile col libro sospeso di Leggermente&Meister.
Un appuntamento leggero e accogliente in cui vi racconteremo un libro che poi troverete, i giorni a seguire, sospeso per voi lettori in libreria.
Non vi spiamo, ovviamente, il libro di questo appuntamento, come sempre saràuna sorpresa, ma vi assicuriamo che se ci sono dei libri la cui lettura, chiusa l’ultima pagina, non lasciano uguali a prima di averli aperti, beh, questo è uno di quelli!

Buona fine 2019, ottimo inizio 2020!

Cari amici, e anche quest’anno è arrivata la fine dell’anno, insomma, si abbassa la saracinesca di questo 2019, che speriamo sia stato fruttuoso e piacevole, e si spalanca il portone del 2020 che sarà, speriamo, ancor migliore dell’anno conclusosi. Il 31 dicembre la libreria sarà aperta normalmente al mattino mentre al pomeriggio chiuderemo alle 17.30, vi ricordiamo che se dovete cambiare dei libri ricevuti in dono potrete cambiarli anche con l’anno nuovo, non temete. E, come ogni fine d’anno, puntuale puntuale la nostra classifica dei più venduti per il 2019, sono 13 posizioni per i 13 capodanni, l’anno prossimo saranno 14, poi 15, ecc…

1.Le incredibili curiosità del FVG Angelo Floramo, Newton Compton

2.La sensualità del libro Angelo Floramo, edicicloeditore

3.Scusate la polvere Paolo Patui, BEE

4.I leoni di Sicilia Stefania Auci, Nord

5.Ninfa dormiente Ilaria Tuti, Longanesi

6.Il filo infinito Paolo Rumiz, Feltrinelli

7.Una sposa conveniente Elsa Chabrol, Frassinelli

8.L’isola delle anime Piergiorgio Pulixi, Rizzoli

9.Archivio dei bambini perduti Valeria Luiselli, La Nuova Frontiera

10.La vita bugiarda degli altri Elena Ferrante, e/o

11.Il treno dei bambini Viola Ardone, Einaudi

12. Ossigeno Sacha Naspini, e/o

13.Cinque malfatti & Sporcelli (ex aequo) Beatrice Alemagna, Topipittori & Roald Dalh, Salani

Iniziamo invece ora lesti lesti con gli appuntamenti del 2020!

9 e 10 dicembre via web e in carne ed ossa!

#libraiosottolalbero

Anche quest’anno lettori torna il consueto appuntamento pre natalizio con la maratona di consigli di lettura da librerie e librai sparsi lungo il cartaceo stivale! Lunedì 9 dicembre da mane a sera potrete seguire noi e tutti i nostri colleghi mentre in 5 minuti massimi cadauno vi raccontiamo/consigliamo/dedichiamo un libro da regalarsi o regalare.Il nostro turno sarà alle 16.15 se vorrete seguici in diretta ma cercando #libraiosottolalbero potrete seguire tutti, mettere i like se vorrete e condividere le nostre performances.
Sempre un enorme grazie alla libraia Cristina Di Canio!

Ed eccoci al secondo appuntamento col libro sospeso di Leggermente e Meister! Martedì 10 dicembre alle 18.30 la libraia e (sorpresa) vi presenteranno un libro  misterioso di cui poi Leggermente sospenderà tre copie a sorpresa nei giorni successivi (o se siete molto curiosi potrete anche acquistarlo subito senza attendere la sorte). Non mancate dunque è un ottimo aperitivo sorseggiare una bevanda ascoltando delle storie !

Una presentazione molto speciale!

Cosa resta di un’autrice quando “non c’è più”? Restano le parole, e le storie, e le persone che sanno che in quelle parole e in quelle storie resta un’eco senza fine di chi le ha scritte.


Sabato mattina chi ci sarà ci racconterà dell’eco lasciata da chi non c’è più, Sonia Bonutto narrata da chi l’ha conosciuta, apprezzata e ci ha lavorato insieme, un’occasione unica di conoscere quanto un libro sia più, ed oltre, le proprie pagine

Un cin cin cartaceo per noi giovedì 14 novembre!

Qual è il colmo per una libraia astemia? Ebbene si presentiamo questo libro in cui le uvagioni e il loro risultato hanno un ruolo fondamentale. Con il Friuli va già meglio… Ma che importa? Abbiamo l’esperta guida di Matteo Bellotto! Insomma stamo in una bote… De fero! Vi aspettiamo, per storie e cin cin!


Sabato mattina, in orario diverso dal solito, trascorerremo un’ora in compagnia delle storie, delle storie narrate, delle storie ricordate: l’autrice dei due libri di cui parleremo non c’è più, ma resta il suo lavoro, la sua passione, il suo desiderio di raccontare l’universale con parole semplici, questo il grande merito di Sonia Bonutto ed è la sua dedizione alla narrazione ciò di cui parleremo, di ricordi professionali e personali, e di storie che restano.


MArtedì 19 novembre alle 18.30 si dà il via ad una nuova avventura ed a una nuova collaborazione, grazie a Leggermente infatti ci dedicheremo infatti a divertirci con un libro sospeso e curioso… mmm…direte…in che senso? Bella domanda signori! Ci incontreremo e scopriremo insieme tante cose su un libro, e cose curiose, e sorrisi, e alla fine copie del libro saranno sospese per voi!

INSOMMA SARA’ UNA PRESENTAZIONE, MA NON PROPRIO, COME, RICORDATE, “AMBROGIO, AVREI VOGLIA DI QUALCOSA DI BUONO?” ecco, come la signora di giallo vestita cercheremo di trasformare un libro in un cioccolatino da scartare insieme e gustare poi stesi sul divano tranquilli e al calduccio!
Come? vi lasciamo troppo in sospeso? Beh nomen omen e ci piace anche l’idea di lasciare un po’ di spazio all’imprevisto, alla sospensione, al mistero!

I primi due appuntamenti sono martedì 19 novembre e martedì 5 dicembre alle 18.30 qui da noi, non mancate!

https://www.leggermente.it/leggermente-e-w-meister


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Giovedì 17 ottobre la scrittrice ed editor Silva Ganzitti,
a dialogo con Veronica Rossi,
presenterà La guerra di Lia
uscito per le edizioni Solfanelli.

1940-1945. È il racconto di Lia, figlia sedicenne di Bartolo e Tina. La collina del Belvedere è il punto privilegiato delle sue riflessioni, dove le montagne sono le fortezze della Resistenza, ma dell’arrivo della guerra non ci si accorge subito…




Cari amici, anche quest’anno la nostra libreria è partner nell’iniziativa nazionale #ioleggoperchè, un progetto molto semplice per rimpolpare (per non dire proprio per creare) le biblioteche scolastiche, biblioteche che in moltissime nazioni sono una realtà consolidata ed immancabile negli istituti scolastici cosa che, purtroppo, in Italia non è, ma ci stiamo lavorando!

IL MECCANISMO. Dal 19 al 27 ottobre chi viene in libreria (genitori, zii, sconosciuti, amici, cittadini, Smufi) può acquistare e donare un libro alle scuole che si sono “gemellate” con la nostra libreria.
Il libro verrà messo nella scatola approntata per la scuola, verrà contraddistinto da un adesivo e consegnato alla scuola a chiusura della manifestazione MA tra febbraio e marzo gli editori si impegneranno a donare a quella stessa scuola il così detto “raddoppio” ossia un numero di libri in pari numero a quelli ricevuti nella settimana di ottobre.
INSOMMA MAGGIORE IL NUMERO DEI LIBRI RICEVUTI DA DONATORI, MAGGIORE QUELLO DEI LIBRI DONATI DAGLI EDITORI.

Per chi desidera un libro specifico non presente in libreria possiamo prenotarlo e se passate nei giorni precedenti all’inizio potete già iniziare a donare.

LE SCUOLE GEMELLATE CON NOI

Ed ecco le prossime presentazioni 🙂

Venerdì 25 ottobre alle 18.30 al Meister Caffè Giorgia Sitta ci parlerà del suo libro Tutti all’inferno un viaggio nel viaggio di Dante, insomma un meta viaggio nel percorso dantesco come mappa e guida appaiata alla ricerca quotidiana dell’uomo.

Il 14 novembre alle 19.00 sarà ospite al Meister cafè Matteo Bellotto con le sue Storie di vino e di Friuli Venezia Giulia (Biblioteca dell’Immagine). Lettori astemi non temete questo libro è adattissimo anche a noi!


Archivio dei bambini perduti di Valeria Luiselli, un qualche pensiero

Anteprima. Anteprime.
… ‘ e per la terza volta tentano la scalata alla vetta…’ si può dire per un libro? Si può, si fa, ma se si fa evidentemente è perche è un libro tosto, di quelli come uno zaino troppo pesante che si vorrebbe lasciare al campo base ma che deve essere portato in cima a tutti i costi, non bastano probabilmente tre volte che tre è un numero buttato là all’inizio di questa cosa scritta per rendere l’idea di dove è il mondo in cui si situano queste riflessioni. Queste parole partono tutte da un ricordo acceso da un amico collega per arrivare in cima. Chi ricorda ‘lavasbianca è fantasmatico’ io non lo ricordavo, affatto, no, poi un accenno in una chat di wa, un collegamento a youtube, ed ecco che una canzoncina davvero scemotta riporta a te piccola che guardavi la tv e il mondo era solo ed esclusivamente un bel mondo. Il suono ci guida indietro nel tempo. Il suono, i suoni, con cosa si afferrano, con quali mani si tengono stretti se non con la rete dei ricordi? Ed é quando interviene l’umano sempre umano che la rete si trasforma da accogliente protezione da cadute accidentali a tagliente gabbia rigida infuocata al sole e pronta a infliggere cicatrici permanenti. Così è che l’umano sempre umano, mai più umano di altri, crede però di esserlo, di poterlo dire a voce alta, sanzionarlo, regolamentarlo, legiferarvi su in modo poco più che approssimativo, sempre poco meno che violento. Lungo una cintura sabbiosa di posti lontani, come i puntini da congiungere in un gioco la cui plancia potrebbe essere in troppe zone del mondo, Valeria Luiselli guida senza tregua col terribile del semplice, senza horror vacui ma anzi sottolineando in ogni frase, in ogni verbo, in ogni parola scelta apparentemente sempre come prima casuale scelta, l’adorazione dell’horror vacui e dimostra che li c’è lo spazio per avere spazio per pensare, analizzare, vedere, registrare a fondo i suoni di sottofondo. La lingua, i luoghi, i mezzi, tutti vengono dopo, come guardando un Fontana e pensando ‘avrei potuto farlo io’. Come una traduzione imperterrita di un Pincio di agghiacciante grazia nel poco.

Sentirsi sconvolti dopo poche righe, svotati e cavi da tantissime cose, e riempiti senza poterlo evitare da suoni chiarissimi, potenti, prepotenti, anche se soffusi, confusi, mai sentiti prima, come una batteria ripresa in lontanissimo piano, nessuno allo sgabello ma la vista è un amplificatore immediato, senza mediatori, verso quel mondo sonoro. Echi di un mondo scomparso, con dolore, suoni di uno mondo vivo che purtroppo non accennano ad attutirsi, con dolore. Il suono di una famiglia composta su una qualche cenere di un paio di famiglie passate, per un viaggio incontro a famiglie che non consentono ricongiungimenti, altre che non li prevedono, sempre per colpa del carceriere che ha le stesse sembianze umane delle vittime, di tutte. Spiegare Archivio dei bambini perduti, anche solo tentare la scalata collettiva, non ha gran senso, nomen omen, il racconto tutto è nel titolo, un archivio, di bambini, perduti. Archivio è parola senza sfumature. I bambini e i perduti sono sfumature stesse, all’interno di sfumature stesse, di tutto. I bambini nel tempo lo sono tutti, alcuni vi tornano, alcuni non lasciano mai il porto sicuro, altri vegono fatti salpare verso i perduti, i dispersi, o quelli che si vogliono perdere sempre e ancora per restar volontarimente più a lungo in quell’archivio di foto di sorrisi a denti alterni, lego infilati nelle pieghe dei jeans, deserti affrontati senza acqua.

Geronimo, gli occhi bianchi, Trump, Salvini, Orban, e chissa tra poco anche quell’apparente luogo dell’incontro del nord est dell’Italia, tutti ci sono in queste pagine, e come sempre il sogno sarebbe non vi fosse stata necessità di scriverci un libro su, ma c’è, e in queste pagine, per chi ha coraggio e affronta se stesso verso la vetta, in solitaria, c’è un dono, nel bene, e nel male, siamo tutti l’archivio di qualcuno, nel bene, e nel male.

Scriveva Fritzi Jurgeit ‘Scomparse le note, persi i suoni e i canti. La musica etrusca è solo in parte ricostruibile tramite gli strumenti musicali ma…con occhi attenti’, come lavasbianca fantasmatico, la giostra girevole nel cortile di un asilo, qualche sparuto apache che canta malinconico i disegni in cielo di un qualche aereo che non sarebbe dovuto partire mai.

Archivio dei bambini perduti. Valeria Luiselli. La Nuova Frontiera dal 29 agosto in libreria. Un grazie sempre a La nuova frontiera per le scelte e le possibilità e uno grazie fantasmatico ad Andrea Geloni.

16 luglio torna Pulixi!

Ebbene si cari lettori, l'attesa è praticamente finita, martedì  16 luglio alle 19.00 Piergiorgio Pulixi torna a San Daniele per incontrare i suoi lettori!
Grazie alla collaborazione con la biblioteca Guarneriana  potremo ascoltare i racconti, le idee, le ispirazioni dello scrittore, giovane ma già abilissimo e molto amato, all'interno della rassegna ormai immancabile del Giardino letterario.

Eh cari lettori, se pensate ad un ritorno su carta di Rosa Lopez, ci spiace spezzare il vostro piccolo cuore colmo di storie, ma non è così!  Piergiorgio con questo suo nuovo libro L'isola delle anime uscito da pochissimo per Rizzoli ci riporta nella sua amata isola, la Sardegna, ma non lasciatevi distrarre dal sole e dalle spiagge bianche, no, perchè questo racconto ci trascinerà nel cuore nero delle radici della nostra terra, una storia che si dipana lungo molti anni e che dimostra che l'animo umano con la ricerca, il marcio, la paura, non conosce tempo perchè solo di tempo, in fondo, è costituito...

 P.s.L'anno scorso alcune persone della Sardegna si sono imbufalite per non aver saputo per tempo che un loro amato conterraneo era nostro ospite vi chiediamo quindi diffondere questa notizia a gli isolani di vostra conoscenza onde non incappare nella tremenda vendetta dei Mamuthones! 

Eppoi Eppoi cari amici avete capito bene torna il consueto appuntamento con la diretta facebook del #libraioinvaligia ! Anche quest'anno grazie alla super operatività della nostra amica libraia Cristina Di Canio (anche lei amica di Piergiorgio Pulixi quindi se non seguite il #libraioinvaligia i mamuthones perseguiteranno anche voi!) una masnada di librai (44 se non erriamo) in dirette facebook che si susseguiranno a rotazione lungo tutta la giornata del 15 LUGLIO vi daranno i loro consigli su che leggere di bello durante le vacanze. Il nostro turno è alle ore 16.15 ma non perdetevi tutte le altre dirette con i librai dell'italico stivale!

Se vi perdete le dirette temete i video poco dopo la diretta saranno disponibili per essere visti rivisti stravisti e sarà sufficiente usare l'aggregatore #libraioinvaligia per averli tutti sottomano in men che non si dica!

Ed ecco cari lettori finalmente giunti al momento che tanto attendevamo dopo esserci fatti attrarre, attraverso le parole di Ilaria Tuti, nella rete di Teresa Battaglia e delle sue storie professionali e umane! Giovedì sera alle ore 19.00 la biblioteca Guarneriana ci ospiterà per conoscere dalla voce di Ilaria, a dialogo con Angelo Floramo, alcuni accenni di che accade in questo angolo della nostra terra che si è scoperta così incline al giallo ed alla tensione. NINFA DORMIENTE (Longanesi) è il nuovo capitolo che ci aprirà le porte sull’esistenza di Teresa, del suo maldestro assistente e di… beh adesso non possiamo svelarvi tutto! Non mancate!

E TRA POCHISSIMISSIMO…


PICCOLE CURIOSITA LETTERARIE…

Lettori, ricordate il taccuino dello scrittore di cui vi abbiamo parlato recentemente? Per la “legge dell’attrazione letteraria” nota in tutto il mondo in settimana al primo taccuino se ne è aggregato un secondo di cui ovviamente potevamo non parlarvi? Certo che no! Venerdì scorso, come sapete, abbiamo incontrato lo scrittore veneziano Paolo Ganz che si è presentato alla presentazione col suo mitico…taccuino!!! Anche Paolo ci ha raccontato come i taccuini siano per lui uno strumento importantissimo del suo lavoro, per raccogliere ricordi, fissare frammenti, iniziare ad intessere trama e ordito del proprio lavoro.

Taccuini di lavoro di Paolo Ganz e Gabriele Clima

Sia Gabriele Clima che Paolo Ganz poi, senza parlare tra di loro, ci hanno raccontato una cosa identica che è un bel collante autentico nel lavoro degli autori: i taccuini lungo il tempo conservano le modifiche nelle storie, nei ricordi, nel lavoro e quindi nel risultato che giunge tra le mani di noi lettori.

Ringraziamo Gabriele e Paolo per queste piccole confessioni pubbliche e s periamo, con questi due brevi interventi, di avervi regalato un piccolo ma piacevole spaccato sull’operato quotidiano degli autori.