Archivio dei bambini perduti di Valeria Luiselli, un qualche pensiero

Anteprima. Anteprime.
… ‘ e per la terza volta tentano la scalata alla vetta…’ si può dire per un libro? Si può, si fa, ma se si fa evidentemente è perche è un libro tosto, di quelli come uno zaino troppo pesante che si vorrebbe lasciare al campo base ma che deve essere portato in cima a tutti i costi, non bastano probabilmente tre volte che tre è un numero buttato là all’inizio di questa cosa scritta per rendere l’idea di dove è il mondo in cui si situano queste riflessioni. Queste parole partono tutte da un ricordo acceso da un amico collega per arrivare in cima. Chi ricorda ‘lavasbianca è fantasmatico’ io non lo ricordavo, affatto, no, poi un accenno in una chat di wa, un collegamento a youtube, ed ecco che una canzoncina davvero scemotta riporta a te piccola che guardavi la tv e il mondo era solo ed esclusivamente un bel mondo. Il suono ci guida indietro nel tempo. Il suono, i suoni, con cosa si afferrano, con quali mani si tengono stretti se non con la rete dei ricordi? Ed é quando interviene l’umano sempre umano che la rete si trasforma da accogliente protezione da cadute accidentali a tagliente gabbia rigida infuocata al sole e pronta a infliggere cicatrici permanenti. Così è che l’umano sempre umano, mai più umano di altri, crede però di esserlo, di poterlo dire a voce alta, sanzionarlo, regolamentarlo, legiferarvi su in modo poco più che approssimativo, sempre poco meno che violento. Lungo una cintura sabbiosa di posti lontani, come i puntini da congiungere in un gioco la cui plancia potrebbe essere in troppe zone del mondo, Valeria Luiselli guida senza tregua col terribile del semplice, senza horror vacui ma anzi sottolineando in ogni frase, in ogni verbo, in ogni parola scelta apparentemente sempre come prima casuale scelta, l’adorazione dell’horror vacui e dimostra che li c’è lo spazio per avere spazio per pensare, analizzare, vedere, registrare a fondo i suoni di sottofondo. La lingua, i luoghi, i mezzi, tutti vengono dopo, come guardando un Fontana e pensando ‘avrei potuto farlo io’. Come una traduzione imperterrita di un Pincio di agghiacciante grazia nel poco.

Sentirsi sconvolti dopo poche righe, svotati e cavi da tantissime cose, e riempiti senza poterlo evitare da suoni chiarissimi, potenti, prepotenti, anche se soffusi, confusi, mai sentiti prima, come una batteria ripresa in lontanissimo piano, nessuno allo sgabello ma la vista è un amplificatore immediato, senza mediatori, verso quel mondo sonoro. Echi di un mondo scomparso, con dolore, suoni di uno mondo vivo che purtroppo non accennano ad attutirsi, con dolore. Il suono di una famiglia composta su una qualche cenere di un paio di famiglie passate, per un viaggio incontro a famiglie che non consentono ricongiungimenti, altre che non li prevedono, sempre per colpa del carceriere che ha le stesse sembianze umane delle vittime, di tutte. Spiegare Archivio dei bambini perduti, anche solo tentare la scalata collettiva, non ha gran senso, nomen omen, il racconto tutto è nel titolo, un archivio, di bambini, perduti. Archivio è parola senza sfumature. I bambini e i perduti sono sfumature stesse, all’interno di sfumature stesse, di tutto. I bambini nel tempo lo sono tutti, alcuni vi tornano, alcuni non lasciano mai il porto sicuro, altri vegono fatti salpare verso i perduti, i dispersi, o quelli che si vogliono perdere sempre e ancora per restar volontarimente più a lungo in quell’archivio di foto di sorrisi a denti alterni, lego infilati nelle pieghe dei jeans, deserti affrontati senza acqua.

Geronimo, gli occhi bianchi, Trump, Salvini, Orban, e chissa tra poco anche quell’apparente luogo dell’incontro del nord est dell’Italia, tutti ci sono in queste pagine, e come sempre il sogno sarebbe non vi fosse stata necessità di scriverci un libro su, ma c’è, e in queste pagine, per chi ha coraggio e affronta se stesso verso la vetta, in solitaria, c’è un dono, nel bene, e nel male, siamo tutti l’archivio di qualcuno, nel bene, e nel male.

Scriveva Fritzi Jurgeit ‘Scomparse le note, persi i suoni e i canti. La musica etrusca è solo in parte ricostruibile tramite gli strumenti musicali ma…con occhi attenti’, come lavasbianca fantasmatico, la giostra girevole nel cortile di un asilo, qualche sparuto apache che canta malinconico i disegni in cielo di un qualche aereo che non sarebbe dovuto partire mai.

Archivio dei bambini perduti. Valeria Luiselli. La Nuova Frontiera dal 29 agosto in libreria. Un grazie sempre a La nuova frontiera per le scelte e le possibilità e uno grazie fantasmatico ad Andrea Geloni.

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andarsene, rodrigo hasbún, sur

Chi se ne va da cosa cosa? Chi se ne va da chi? Andarsene, in una parola.  Un titolo perfetto, pensi che ci sia tutto in quella parola lunga il giusto: la trama, i personaggi il tempo. Ci si annoda perfettamente. Leggere un libro cosi piccolo con l’ attesa costante di chi andrà e ogni volta farsi appunto la stessa domanda e scoprire ogni volta che diavolo non é l’ultima, e che chi va resta, sperduto, perso, abbandonato o abbandonatosi, questo il calcolo che non torna. Il titolo é perfetto, é un genio questo Hasbún. Peccato che non sia il titolo originale. Los afectos.  Ci si da  dell’imbecille perché si vede ciò che si voleva vedere, per un un secondo si rivive tutto, troppe ammissioni per non ricordarle una dopo l’ altra, e non si vede più  quello che si voleva vedere, si vede  quello che c’è. Oltre a quello che c’era prima. Los afectos. Quando ci sono. Andarsene. Radiografarsi, allo specchio, con una sorta di cuore in mano, un autoritratto per lettore solo. Eppure sembrano tutti fuori da queste pagine questi afectos, questi andarsene. Nelle righe bianche fra le righe d’inchiostro? O sull’oceano che muove i protagonisti. O nella grande storia. Da qualche altra parte. Ma c’è anche tutto. Chissà se c’è un qualche fio da pagare, una colpa da estirpare con  la sofferenza. Monika e la storia che passa sulla pelle e che ti attraversa e che puoi restituire in attesa, in rassegnazione o in vita sfidata. La vita va sfidata, tutto qui, un gioco che Hasbún applica a chi sfoglia. Un gioco che non si sa se vittoria o perdita, Reinhard ne sa qualcosa. Forse  l’ olio combustibile  dovrebbe bastare. Ma chi lo sa. Nel grido dilaniato di animali c’è tutto, di quali animali si tratti, questa é un’altra storia, che Hasbun l’ abbia scritta per noi questa é un’altra ancora.

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Carne viva, lettore morto e contento.

Mah a me ‘ste definizioni del picchio mi fanno un po’ pensare ma tant’ é esistono e ammetto di 12010739_1569665343254106_7266460855854361358_oessermene a mia a volta rivolta ma sto cercando di smettere giuro! Dopotutto quando la giraffa allunga il collo per raggiungere la più sparuta foglia sul ramo più alto  arriva quella bassa, sfigata ma ben furba, che se ne frega della teoria evoluzionista e in qualche modo se la mangia  schiaffeggiando il vecchio barbone, e Marie, la stupefacente  Marie, arriva e scompagina tutto, e la narrativa di confine  esiste ma lei la spazza via e la riscrive violenta, violentissima, senza spargimenti di sangue, bamm una tranvata nei denti, potente, potentissima e ci si fa da parte come lettori. Come l’autrice. Scompare, si mimetizza, se ne va lasciandoti solo con Marie e i suoi gran cazzi amari.
La nuovissima collana Big Sur é nata, e con lei Carne viva, o meglio viceversa.
Coraggio autoriale ( tanti scopare, rigettare, e via andare  nel testo per rendere tutto pulito ed asettico da far invidia ad una sala operatoria) e coraggio editoriale (pubblicare un testo cosi asettico da sembrare a volte un manuale per pulire un’affettatrice) portano a un testo simile, piace o no, le mezza misure lo sviliscono, ammazzerebbero la protagonista Marie e la sua lotta continua continua continua a ridursi al minimo, a occupare meno spazio possibile, ad affievolire la sua voce. Solo quella però. La voce del corpo si propaga, cerca spazio, si diffonde dappertutto ci sia qualcuno ad ascoltarla col suo corpo. É duro avere 17 anni. Mettersi in gioco senza conoscere nessuna delle regole della vita di più. Marie fa tutte e due le cose. Ci fa sentire adulti piccoli, miseri, insoddisfatti delle nostre insoddisfazioni ridicole. Coraggio da libraio? Anche. Per tanti motivi, uno fra tutti dire chiaramente al lettore io nei coltelli ci posso veder uno specchio, prova anche tu.
E il confine? C’è c’è, ce ne sono tanti, boys e niñas, un po’ quartiere un po’ barrio un po’ mondo, lei loro e i lettori, ci sta tutto. E un grazie totale a Martina testa: chiuso il libro un occhio al titolo originale, bammm.

SE LA VITE A E’ UN TEATRI FUR LAS MATITES!SE LA VITA E’ UN PALCOSCENICO FUORI LE PENNE!

La siore Piore, siore di stories e di peraules!

Cari amici, anche questo autunno riprendono le attività presso la nostra libreria. Saranno varie, e se vorrete eventuali, e cercheranno di incontrare i gusti di un bel po’ di voi/noi!

Apriamo con muchissimo gusto il menù con un corso che sottolinea ancora la nostra collaborazione con gli amici/colleghi di Matearium e la loro super scuola di drammaturgia! Nooo, non temete, nessun dramma, niente latte versato, nessuna lacrima di coccodrillo, sul piatto ci saranno anche un sacco di risate, di righe tirate su battute da migliorare, di caccoline di gomma da cancellare (se qualcuno di voi ne conosce il nome ci scriva, grazie!) , e un sacco di riflessioni sul come dire al meglio ciò che il nostro drammaturgo interiore vorrebbe farci dire a gran voce ma balbetta!

Si parte LUNEDI’ 5 OTTOBRE con la presentazione del corso l’ABC I della scrittura teatrale: una lezione introduttiva gratuita dedicata alla scrittura teatrale che poi, per chi si iscriverà, si concretizzerà nella frequenza, dal 12 ottobre al 14 dicembre, 2015  nel 1º modulo dell’ABC della scrittura teatrale: una serie di 8 appuntamenti (ogni lunedì dalle 20.30 alle 22.30) per giocare con la scrittura ed entrare nei segreti della drammaturgia; ogni lezione prevede l’analisi di un classico del teatro, una parte teorica dedicata alla drammaturgia ed esercizi pratici per giocare con gli elementi del testo teatrale. Sarete in buona compagnai, tra gli altri mi hanno spifferato ci saranno il bizzarro Pinter, Wilder, l’ombroso Miller, il gaudente Shakespeare, l’iracondo Sofocle, il mattacchione Aristofane, …

Il primo incontro, 5 ottobre, vi darà modo di capire meglio di che si tratta, è un corso non solo per specialisti o per chi vuole scrivere teatro ma, ve l’assicuriamo, anche per chi vuole assistere ad uno spettacolo in maniera più attiva o semplicemente diventare un lettore più attento e cosciente, cosa c’è infatti dietro alle parole che qualcuno ha composto per noi?

Se volete partecipare vi aspettiamo martedì 5 ottobre, se vorrete comunicarci la vostra presenza in anticipo sarà splendido per permettere a Matearium di organizzare al meglio la serata! Potete scrivere a noi w.meister@libero.it o a Matearium in persona info@matearium.it.

A presto! con tante storie!

p.s. perchè Siore Piore? beh, venite e lo scoprirete!  Mandi&ciao!

SABATO 20 GIUGNO: LETTI DI NOTTE 2015!

TORNA LETTI DI NOOOOTTTEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!

Anche quest’anno, nata nel 2012 da un’idea di Claudia Tarolo e Marco Zapparoli (Marcos y Marcos) e di Patrizio Zurru (Piazza Repubblica Libri), torna puntuale la luuunga notte di Letti di notte!

Come fin dal primo anno la libreria parteciperà all’iniziativa ma quest’anno la cosa bellissima e che per tutti i lettori la notte viene organizzata insieme con la collaborazione impareggiabile della Biblioteca Guarneriana per creare una vera piazza di lettura, di libri e lettori!

Il programma, ricco e articolato, prevede:

inizio alle 20.30 tra biblioteca e libreria e sarà più facile riconoscersi portando un libro in mano!

Dalle 20.45 Animattidinotte: caccia al tesoro tra le sedi dell’iniziativa, partendo dalla biblioteca, con in palio un bellissimo dono.

Alle 21.30 ca. avvio ufficiale della seconda edizione di La cartolina più brutta dell’estate (21/6-21/9).

Ore 21.45 ca. Alessandro Di Pauli in Divagando tra matti…storie di pazzia, ma anche no narrazioni di diversa normalità e primi passi per il catalogo dei matti di San Daniele e dintorni. Se avete storie e curiosità di noti personaggi locali portate la vostra testimonianza per iniziare a costruire insieme il catalogo dei matti di San Daniele e dintorni

Alle 22.45 ca. Letture buie pore nuie: letture tratte dal nuovo libro giallo di Lisa Gardner “Prendimi” e presentazione del concorso nazionale Ammazza un amico!

Tra un’attività e l’altra spilucco e brindo libero permetteranno di conoscerci meglio davanti ad una bibita o ad uno stuzzichino e ogni contributo è ben accetto.

Un possibilità fantastica sarà questa: la biblioteca sarà, nel mentre, aperta al prestito, volete mettere prendere a prestito un libro col favore delle tenebre? magari un bell’horror…in cui un lettore sparisce… eh eh eh…

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VENERDI’ 10 ore19.30:MASSIMILIANO SANTAROSSA, ANGELO FLORAMO, MARIO IOB “METROPOLI”

Venerdì 10 aprile alle 19.30 presso il Meister Café ospiteremo

Massimiliano Santarossa con le14426_938917096127327_6003270234105090648_n trame dure e allucinate
del suo nuovo romanzo Metropoli (Baldini&Castoldi). Attraverso gli interventi di Angelo Floramo e Mario Iob, compagni di avventure, Massimiliano ci racconterà di un futuro, di una città, di un libro che ci accoglie con molte domande fin dall’intrico della sua bellissima copertina.

Vi ricordiamo che il libro é il protagonista del nostro ormai collaudato Meister Book Club mensile: se desiderate partecipare ci incontreremo per discutere di Metropoli mercoledì 15 aprile alle 20.45 presso il Meister Café.

In partenza come già annunciatovi ci sono il Meister Book Club per i ragazzi delle medie e delle superiori: se conoscete ragazzi che amano leggere avvisateli, il passa parola funziona sempre!

Prossimi appuntamenti:
Giovedì 23 aprile, giornata mondiale del libro e conclusiva dell’iniziativa #ioleggoperchè  Erica Barbiani, con Michele Federico,  presenterà il suo libro “Salone per signora” (Elliot)

Giovedì 7 maggio Marco Anzovino, con Angelo Floramo, presenterà il suo libro “Turno di notte” (Biblioteca dell’Immagine)

21 MARZO: #LIBRERIEINFIORE e MEISTER COMPLEANNO!

Amici!

Sabato 21 marzo torna, puntuale eh, non temete, la primavera, yeeeehhhh, e anche quest’anno ritornano due cose: #librerieinfiore , promosso dalle edizioni Logos, e il nostro compleanno, da domani andremo in terza elementare avendo ben 8 anni! Per festeggiare queste due occasioni noi:

Aderiamo a #librerieinfiore creando una vetrina ad hoc e se vorrete potrete ammirarla e se l’apprezzate fotografarvici davanti condividendovi con #librerieinfiore, troverete a disposizione anche una pianticella se vorrete fotografarvi con lei davanti alle nostre vetrine, insomma, facciamo fiorire la nostra voglia di libri!

Alle 19.00 al Meister Café, come in raduno tra amici, che è ciò che vorremmo si sentisse chiunque attraversa la nostra porta, un Meister aperitivo letterario con lettura di Alessandro Di Pauli e Manuela Malisano ensamble della “Lettera sulla felicità” di Epicuro, un’iniezione di bello ci sta sempre bene, giusto?

Vi attendiamo, non mancate!

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un bagno fiorito e una tazza di té, quando la vita è perfetta per me!