Carne viva, lettore morto e contento.

Mah a me ‘ste definizioni del picchio mi fanno un po’ pensare ma tant’ é esistono e ammetto di 12010739_1569665343254106_7266460855854361358_oessermene a mia a volta rivolta ma sto cercando di smettere giuro! Dopotutto quando la giraffa allunga il collo per raggiungere la più sparuta foglia sul ramo più alto  arriva quella bassa, sfigata ma ben furba, che se ne frega della teoria evoluzionista e in qualche modo se la mangia  schiaffeggiando il vecchio barbone, e Marie, la stupefacente  Marie, arriva e scompagina tutto, e la narrativa di confine  esiste ma lei la spazza via e la riscrive violenta, violentissima, senza spargimenti di sangue, bamm una tranvata nei denti, potente, potentissima e ci si fa da parte come lettori. Come l’autrice. Scompare, si mimetizza, se ne va lasciandoti solo con Marie e i suoi gran cazzi amari.
La nuovissima collana Big Sur é nata, e con lei Carne viva, o meglio viceversa.
Coraggio autoriale ( tanti scopare, rigettare, e via andare  nel testo per rendere tutto pulito ed asettico da far invidia ad una sala operatoria) e coraggio editoriale (pubblicare un testo cosi asettico da sembrare a volte un manuale per pulire un’affettatrice) portano a un testo simile, piace o no, le mezza misure lo sviliscono, ammazzerebbero la protagonista Marie e la sua lotta continua continua continua a ridursi al minimo, a occupare meno spazio possibile, ad affievolire la sua voce. Solo quella però. La voce del corpo si propaga, cerca spazio, si diffonde dappertutto ci sia qualcuno ad ascoltarla col suo corpo. É duro avere 17 anni. Mettersi in gioco senza conoscere nessuna delle regole della vita di più. Marie fa tutte e due le cose. Ci fa sentire adulti piccoli, miseri, insoddisfatti delle nostre insoddisfazioni ridicole. Coraggio da libraio? Anche. Per tanti motivi, uno fra tutti dire chiaramente al lettore io nei coltelli ci posso veder uno specchio, prova anche tu.
E il confine? C’è c’è, ce ne sono tanti, boys e niñas, un po’ quartiere un po’ barrio un po’ mondo, lei loro e i lettori, ci sta tutto. E un grazie totale a Martina testa: chiuso il libro un occhio al titolo originale, bammm.

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VIAGGIO NELLA NOTTE: MASSIMILIANO SANTAROSSA, ANGELO FLORAMO E MARIO IOB VENERDI’ 7 DICEMBRE ORE 19.00 BIBLIOTECA GUARNERIANA ANTICA

L'uomo senza il volto, il volto di ciascuno di noi.

L’uomo senza il volto, il volto di ciascuno di noi.

Giungiamo all’appuntamento più sofferto di questa serie di incontri e non lo diciamo per farvi intristire ma per portarvi alla soglia del profondo percorso che tutti noi potremmo iniziare se ci lasciamo andare alle pagine di questo libro.

Venerdì 7 dicembre alle ore 19.00 in Biblioteca Guarneriana Antica Massimiliano Santarossa ci presenterà il suo “Viaggio nella notte” recentemente uscito per le edizioni Hacca (giovani ma per serietà avviate verso un futuro lungo e forte):  Dopo averci narrato vite sghimbesce di ragazzi nostri vicini per lontananza geografica ora Massimiliano ci racconta un ultimo viaggio intrapreso da un vicino che potremmo essere anche noi stessi in momenti particolarmente difficili della nostra esistenza.

Ad aprire il percorso di questo viaggio due ciceroni d’eccezione: Angelo Floramo e Mario Iob, due diversi così simili da toccarsi e fondersi se li si ascolta con orecchie attente e cuore aperto.

In collaborazione con Comune di San Daniele del Friuli, Assessorato alla Cultura, Biblioteca Guarneriana.

I PIEDI SUL FRIULI Presentazione del libro di Mauro Daltin (con Mauro Daltin :-))

 

I PIEDI SUL FRIULI. Viaggio tra lune, borghi e storie dimenticate

(ed. Biblioteca dell’Immagine)

Venerdì 27 aprile ci incontreremo qui in libreria alle 19.00 per la presentazione di questo piccolo (in pagine) grande (in bellezza) libro!

Accompagnato da Angelo Floramo Daltin ci racconterà come anche nella contemporaneità sia possibile ricongiungersi alla grande tradizione degli scrittori di viaggio per far conoscere al lettore nuovi volti della nostra terra dimostrando come basti un po’ di pazienza  ed un occhio che cerca la poesia per fermarsi e riappropriarsi dei propri sensi e gustare tempo e spazio che ci circondano.